Cambia il calendario della sanatoria delle entrate locali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione
Con l’approvazione dell’emendamento al disegno di legge di conversione del D.L. n. 63/2026, è stato ufficialmente prorogato al 31 luglio 2026 il termine entro il quale Comuni, Province, Regioni e altri enti territoriali possono deliberare l’adesione alla cosiddetta rottamazione quinquies delle entrate locali affidate ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER).
La proroga comporta lo slittamento di tutte le successive scadenze previste per contribuenti e agente della riscossione, ridisegnando integralmente il calendario operativo della definizione agevolata.
Si tratta di una misura particolarmente rilevante per cittadini e imprese che hanno debiti relativi a IMU, TARI, sanzioni amministrative, canoni patrimoniali, multe stradali e altre entrate locali, purché i relativi carichi siano stati affidati all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023.
Cos’è la rottamazione quinquies degli Enti locali
La definizione agevolata degli Enti territoriali è stata introdotta dall’art. 10-quinquies del D.L. n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026.
La misura consente agli Enti territoriali di estendere ai propri crediti iscritti a ruolo la disciplina della rottamazione quinquies già prevista per i carichi erariali.
In concreto, il contribuente può estinguere il debito versando la quota capitale, le spese di notifica e le eventuali spese esecutive.
Vengono, invece, annullate:
- le sanzioni;
- gli interessi di mora;
- gli ulteriori accessori previsti dalla riscossione.
Resta ferma l’intangibilità della sorte capitale, principio che costituisce il limite invalicabile di ogni forma di definizione agevolata introdotta dagli Enti territoriali.
Quali debiti possono essere rottamati?
La definizione agevolata riguarda esclusivamente i carichi:
- affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023;
- relativi a entrate tributarie o patrimoniali degli enti territoriali.
Tra le posizioni potenzialmente interessate rientrano:
- IMU;
- TARI;
- multe e sanzioni del codice della strada;
- tasse automobilistiche (bollo auto);
- canoni patrimoniali;
- altre entrate comunali, provinciali o regionali riscosse tramite ADER.
Sono invece esclusi i crediti derivanti da sentenze di condanna della Corte dei conti.
I Comuni possono scegliere quali tributi includere?
Uno degli aspetti più significativi della disciplina è che l’Ente territoriale non può selezionare le singole entrate da ammettere alla rottamazione.
La deliberazione comunale ha, infatti, natura esclusivamente adesiva: il Comune può decidere se partecipare o meno alla procedura, ma non può modificarne contenuti, condizioni o ambito oggettivo.
Se l’Ente aderisce, la definizione agevolata si applica a tutti i carichi affidati ad ADER entro il termine previsto dalla legge, senza possibilità di distinguere tra differenti categorie di entrate.
Quali sono le nuove scadenze della rottamazione quinquies degli Enti locali
L’emendamento approvato dal Senato ha differito tutte le principali date operative.
Il nuovo calendario prevede:
Entro il 31 luglio 2026
I Comuni, le Regioni e gli altri Enti territoriali devono approvare e trasmettere ad ADER la delibera di adesione alla definizione agevolata.
Entro il 15 ottobre 2026
Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione dei contribuenti il prospetto dei carichi potenzialmente definibili.
Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Sarà possibile presentare la domanda di adesione utilizzando la modulistica predisposta da ADER.
Entro il 28 febbraio 2027
L’Agente della riscossione comunicherà ai contribuenti l’ammontare delle somme dovute e il piano di pagamento.
Entro il 31 marzo 2027
Scadrà il termine per il pagamento della prima o unica rata.
Pagamento fino a 54 rate
Anche la rottamazione delle entrate locali riproduce il meccanismo previsto per la definizione agevolata dei carichi erariali.
Il contribuente potrà scegliere:
- il pagamento in unica soluzione;
- il pagamento rateale fino a un massimo di 54 rate bimestrali.
Sulle rate successive alla prima si applica un interesse del 3%.
Occorre, tuttavia, considerare che la normativa impone una rata minima di 100 euro; pertanto, nei casi di importi contenuti, la dilazione massima potrebbe non risultare concretamente utilizzabile.
Quando si perde il beneficio della definizione agevolata
Le cause di decadenza ricalcano quelle già previste per la rottamazione nazionale.
In particolare, il contribuente decade dalla procedura:
- se versa l’unica rata con un ritardo superiore a cinque giorni;
- se omette il pagamento di due rate, anche non consecutive;
- se paga l’ultima rata con oltre cinque giorni di ritardo.
La decadenza comporta il venir meno dei benefici della definizione agevolata e la ripresa delle ordinarie attività di riscossione.
Considerazioni finali
La proroga al 31 luglio 2026 concede agli Enti territoriali un ulteriore margine temporale per valutare l’adesione alla rottamazione quinquies, ma soprattutto consente ai contribuenti di conoscere con maggiore chiarezza il quadro normativo prima dell’apertura delle domande.
Per cittadini e imprese con posizioni debitorie relative a IMU, TARI, multe, bolli auto e altre entrate locali affidate ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, sarà fondamentale monitorare le decisioni del proprio Comune e Regione e verificare tempestivamente l’eventuale presenza di carichi definibili, così da cogliere un’opportunità che potrebbe consentire una significativa riduzione degli importi complessivamente dovuti.



